{"id":140,"date":"2014-07-07T11:11:02","date_gmt":"2014-07-07T09:11:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.texturescollettiva.it\/?p=140"},"modified":"2014-07-08T20:31:56","modified_gmt":"2014-07-08T18:31:56","slug":"luci-della-citta-stefano-cucchi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.texturescollettiva.it\/?p=140","title":{"rendered":"Luci della Citt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Il personaggio del vagabondo \u00e8 arbitrario e comodo. Qualcuno \u00e8 vagabondo per qualcun altro. Qualcuno \u00e8 sempre a margine. A margine di quello che \u00e8 stato stabilito come centro. Si \u00e8 sempre pi\u00f9 in basso di qualcuno. Fuori dalla grazia di dio e giustizia. Ognuno ha il diritto di sentirsi vagabondo, di rimanere o mettersi a margine, di stare un po\u2019 pi\u00f9 in basso. Il vagabondo sono anch\u2019io, anche lui, anche tu. E tu. E tu.<\/p>\n<p>Charlie Chaplin \u00e8 un attore acrobata che interpreta un personaggio che ripetutamente fallisce: un clown. Chaplin inventa Charlot per raccontare l\u2019impossibilit\u00e0 e l\u2019imprevedibilit\u00e0 della perfezione. Inventa Charlot per raccontare la grazia del fallimento. Profondamente, meravigliosamente umano. Charlot l\u2019improbabile boxeur. Che si aggrappa alle corde per sottrarsi all\u2019avversario. Che si ripara dietro l\u2019arbitro, pi\u00f9 per far ridere il pubblico che per nascondersi. Che si stringe forte al suo avversario per stanchezza e lo fa diventare poi un abbraccio affettuoso. Charlot che scappa sul quadrato come se fosse una lunga strada, per aggrapparsi di nuovo alle corde quando si accorge che lo spazio \u00e8 finito. Chiude gli occhi come un bambino, per non vedere e sperare di non essere visto. Diventa ancora pi\u00f9 piccolo e indifeso. Si chiude nella sua ottusa solitudine. Aggrappato ad un\u2019idea di poesia. Una idea: la sua.<\/p>\n<p>E intorno il mondo in bianco e nero e muto. Intorno calci e pugni perch\u00e9 sei un reietto, sei la feccia della societ\u00e0, sei un tossico di merda, sei nelle nostre mani ora, nelle mani dello Stato.<\/p>\n<p>E tu, Stefano, per lo Stato non eri nessuno. E neppure per noi, fino a che non sei diventato martire e simbolo. Stefano che forse si aggrappa alle sbarre per sottrarsi all\u2019avversario. Che forse si ripara dietro il lavandino, e non per far ridere il pubblico. Che forse si stringe forte ai suoi avversari, anche lui per stanchezza. Stefano che scappa nel quadrato della cella come se fosse una lunga strada, per aggrapparsi di nuovo alle sbarre quando si accorge che lo spazio \u00e8 finito. Chiude gli occhi come un bambino, per non vedere e sperare di non essere visto. Anche lui diventa ancora pi\u00f9 piccolo e indifeso. Si chiude nella sua ottusa solitudine. Aggrappato ad un\u2019idea di giustizia. Una idea: la sua.<\/p>\n<p>La vicenda di Stefano Cucchi \u00e8 emblematica di qualcosa che non va, di qualcosa che ci riguarda. Che dovrebbe riguardarci tutti, se avessimo occhi. Se non fossimo come la fioraia cieca, da ingannare con il rumore di una portiera che sbatte. Come succede a Charlot in \u201cLuci della citt\u00e0\u201d. Stefano, le luci si accendono tardi, di notte, a Tor Pignattara. Di notte. A Tor Pignattara. E\u2019 ancora notte. E\u2019 notte.<\/p>\n<p>L\u2019idea di messa in scena si muove tra ironia e rabbia. Si basa soprattutto sul lavoro fisico ed emotivo dell\u2019attrice in scena. Che lavorando su due personaggi contemporaneamente ne crea un terzo, che dei due conserva soprattutto la poesia e la drammaticit\u00e0 che li accomuna. Un lavoro sul clown e sull\u2019umano. Uno studio sul clown e quindi un lavoro sull\u2019umanit\u00e0. Nell\u2019epoca in cui tutti reclamano spiegazioni razionali, la parola reclama il suo diritto ad essere anche parola poetica. Anche invocazione. Anche bestemmia. Anche ritmo o soltanto rumore. La parola rivendica il suo diritto alla scostumatezza. I peggiori delitti si sono consumati in nome della buona educazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una scrittura teatrale di: Pino Carbone e Francesca De Nicolais Con: Francesca De Nicolais Regia: Pino Carbone<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>20 Luglio ore 21:30, Textures 2014 Art Expo &amp; Music Festival, Palazzo Montevergine, Corso Giacomo Matteotti &#8211; Airola &#8211; BN<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":141,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-140","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-textures"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.texturescollettiva.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/140","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.texturescollettiva.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.texturescollettiva.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.texturescollettiva.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.texturescollettiva.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=140"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.texturescollettiva.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/140\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":159,"href":"https:\/\/www.texturescollettiva.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/140\/revisions\/159"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.texturescollettiva.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/141"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.texturescollettiva.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.texturescollettiva.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.texturescollettiva.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}